A.S.Pro.S.

Associazione Speleologica Progetto Supramonte

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
E-mail Stampa PDF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[flickr set=72157623416326280]

 

 

La grotta di Su Eni de Istettai (il tasso di Istettai), scoperta nell’Aprile del 2003, si apre nelle dolomie sotto le radici di un grande Taxus Bacata da cui prende il nome. Una stretta fessura disostruita dà accesso a numerose verticali a cui si aggiungono le difficoltà delle strettoie che, da 240m a 290m di profondità, portano in gallerie allagate. Altri due pozzi e passaggi in libera comunicano con un lungo ambiente di scorrimento a tratti allagato che conduce sino ad un sifone di qualche metro, a quota -360, superabile in apnea. Da qui si accede in una zona di strettoie disostruite che hanno bloccato il passaggio sino a Settembre 2004.


L'ingresso di Istettai (foto V. Crobu)

In data (ormai mitica) 4 Settembre 2004 viene superato il laminatoio e si trova finalmente, dopo anni di ricerche, il Collettore. Con una colorazione viene confermato che il bacino di provenienza coincide con le acque di Sa Rutta e S’Edera dove sono stati rilasciati 2 Kg di fluoresceina sodica.

Sia a monte che a valle la progressione risulta difficile per la presenza di due frane. Quella a valle “Cirque du Soleil” viene superata il 9 Ottobre 2004 dopo ore di disostruzione e permette di trovare nuove gallerie allagate, cascatelle e grandi ambienti, nelle settimane successive purtroppo alla profondità di 450m circa l’ennesima frana blocca il nostro passaggio. La mastodontica frana a monte rimane ancora oggi insuperata. Solo nel Luglio 2009 grazie alla collaborazione fra Aspros e il Gruppo Speleologico Padovano durante un campo durato 101 ore si riesce a superare la difficile frana a valle denominata “Alle Cipolle”. (101 ore nel ventre del Supramonte)

Dopo 5 anni si riesce finalmente a proseguire verso valle per le difficili vie del Collettore. (L'avventura di Su Eni e Istettai)

Un altro campo ad Agosto 2009 permette di raggiungere circa 500 metri di dislivello per quasi 5 Km di sviluppo anche se a causa di una piena imprevista a metà Settembre non è stato possibile terminare il rilievo dei rami nuovi.

 

 


 

 

 

 


 

 

 

 

“UNA GIORNATA FLUORESCENTE” di Carla Corongiu (tratto da Sardegna Speleologica n.21)

“Pronto Vitto? Ciao sono Billy! Non riesco a riposare, sono tormentata dal pensiero della fluoresceina, bisogna buttarla prima che arrivino le prime piogge. Io, Riccardo e Massimo potremmo entrare domani e metterla a S’Edera mentre tu, Silvia e Gianluca potreste sistemare i captori a Istettai. Tu chiama Jo per la fluoresceina e io con Richi allestiamo i captori!!!”

E’ andata grosso modo così la telefonata fra me e Vittorio quel venerdì pomeriggio, 3 ore prima di partire alla volta del Supramonte, visto che nessuno dei due riusciva a fare il riposino pomeridiano, come tante volte succede a chi ha il chiodo fisso del “collettore”, abbiamo pensato bene di dare un’impronta diversa all’uscita del fine settimana.

Finalmente la mattina di sabato 27 Settembre siamo tutti pronti e super organizzati per la missione! Dopo baci, abbracci e auguri una squadra si dirige alla volta di S’Edera e l’altra verso Istettai.


Sa Rutta e S'Edera (foto R. De Luca)

La nostra giornata a S’Edera è stata  per la maggior parte del tempo dedicata a modificare  gli armi per scendere e risalire in sicurezza ma nel mezzo di queste operazioni alle ore 18 abbiamo iniziato a miscelare i 2 Kg di fluoresceina (per più di un’ora) e a gettarli nel fiume poco più a valle di Sa Funga e S’Abba. A me l’arduo compito di gestire i due bidoni, di contaminarmi completamente con la magica polvere rossa, e di stare in posa mentre Massy e Richi mi facevano un reportage fotografico da far invidia alla più famosa delle modelle! Che meraviglia vedere l’acqua che pian piano acquista colore, tingendosi di verde fluorescente!! Non potevamo fare a meno di fissare quel fiumiciattolo e di pensare a chissà quanto tempo ci avrebbe messo ad arrivare laggiù nelle nuove gallerie. Non avevamo il minimo dubbio su quale sarebbe stato il suo destino infatti  a Istettai, dopo due settimane esatte (il 9 Ottobre), la squadriglia composta da Vittorio, Silvia, Marcello, Antonio, Gianluca e Laura vede con i propri occhi l’acqua dipinta di  verde smeraldo. Che bella scoperta e che emozione…senza bisogno di aspettare l’esito dell’analisi dei captori, abbiamo avuto in un batter d’occhio la certezza che si trattasse  veramente del “collettore”, quello che tutti abbiamo immaginato per così tanto tempo. Per fortuna tutto è andato per il meglio, l’organizzazione della giornata fluorescente è stata molto divertente e ci ha dato grandi ed immediate soddisfazioni e soprattutto ci ha reso più consapevoli che questo  affiatamento e questa sintonia, che ci accomuna, ci riserverà tante nuove avventure alla volta di  un mondo sotterraneo tutto da scoprire.

Scusate il sentimentalismo ma il mio personale ringraziamento và allo speleologo che più di tutti ha creduto e si è prodigato perché questo sogno diventasse una splendida realtà per tutti, grazie Vitto. Vorrei inoltre ringraziare, da parte di tutti noi, il gruppo Gasau di Urzulei e in particolare  Salvatore per averci prestato l’imbrago (dimenticato da Riccardo) per entrare a S’Edera e  Jo per averci donato la fluoresceina con così poco preavviso. Grazie a tutti!!!

 

PROGETTO ALTAJ-SIBERIA

Sondaggi

Qual'è il tuo video preferito?