A.S.Pro.S.

Associazione Speleologica Progetto Supramonte

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L’acronimo A.S.Pro.S., ovvero Associazione Speleologica Progetto Supramonte, costituisce l’elemento integrante del gruppo costruito sulla scia delle scoperte effettuate dall’anno 1999 sino ad oggi nel Supramonte profondo ad opera degli stessi fondatori. Il germe di questo era il bisogno di una ricerca sistematica nel Supramonte di Urzulei-Orgosolo che rompesse quell’alone di mistero che dalla metà degli anni sessanta fasciava la testa degli speleo alla ricerca del “grande collettore” del Supramonte, uno dei misteri più antichi della speleologia italiana. Nell’anno 1999 Vittorio e Patrizia si allontanano dal loro gruppo di appartenenza e decidono di intraprendere una vera campagna di ricerche nel Supramonte di Urzulei. Iniziano i primi lavori di disostruzione insieme a Francesco a S’orale ‘e su Mudrecu detto anche VPF, proprio dentro la gola del Flumineddu. Durante importanti  esplorazioni a Sa Rutta ‘e S’Edera, Vittorio e Patrizia incontrano, Carla e Riccardo, ancora soci di un gruppo cagliaritano, con i quali sentono immediatamente di raccogliere insieme questa sfida visto il temperamento che li unisce. Trovano presto un importante fiume ipogeo nella grotta di Su Colostrargiu, scoperta da loro l’8 Dicembre del 2000, il mondo sconosciuto del Flumineddu sembra aprirgli una finestra così Carla e Riccardo si uniscono ai due “senzatetto” o “cani sciolti” e vanno avanti con le loro poche energie raggiungendo nel fondo del VPF il primato sardo di profondità. L’interesse per il Flumineddu sembra accendersi ma la speleologia dei gruppi sardi in quei primi anni del nostro secolo è afflitta da una crisi di cambiamenti e non vede di buon segno questo piccolo gruppo che accerchia sempre più adepti e simpatizzanti. E’ la volta di Sandro, Massimo e poi di Gianluca, Silvia e Antonio che con altrettanto coraggio lasciano la speleologia dei gruppi per unirsi a questa nuova onda.

Non ci sono tessere o qualità per questo nuovo gruppo di free lance, la parola d’ordine è solo Flumineddu, la selezione la opera lei, la grotta! Si fanno chiamare per anni “Plotone Flumineddu”, “Quelli del collettore” o con altri simpatici nomignoli, di fatto distanti e non senza critiche da una speleologia fatta di corsi, di sole esigenze ludiche o di passatempo e con sempre più adesioni da parte di chi si sente prigioniero della speleologia fatta di regole, i ragazzi del Flumineddu documentano quello che nel Supramonte pareva insvelabile. Numerose sono le cavità trovate nei punti chiave del sistema sconosciuto, si crea in pochi anni un quadro generale di enormi potenzialità. L’evento Collettore è ormai nell’aria, le strategie si fanno ancora più sottili, la crescita e l’impegno divengono sempre più grandi. Con l’apertura della profonda Istettai il salto di qualità è indubbio! La cavità è la più profonda della Sardegna, la più difficile mai conosciuta, soprattutto per la presenza di un sifone da passare in apnea e infine per la sua estensione. Il 4 Settembre 2004 Vittorio e Marcello entrano finalmente nel sogno del Collettore! La speleologia italiana, grazie al lavoro notevole di questi inossidabili ha un nuovo sistema carsico da esplorare sotto Istettai. La collaborazione di molti speleo per la curiosità negli anni è stata discontinua ma importante, nasce sempre più l’evidenza di una speleologia fatta di persone che non di gruppi, ma non ci si può sottrarre all’esigenza di riunire sempre più persone senza avere un nome, o poter chiedere finanziamenti vista la mole di attrezzature necessarie per portare a termine le esplorazioni. Nel libero spirito che sempre ci ha unito, Jo, anche esso evaporato dal vecchio gruppo di appartenenza ordina un assemblea, con ordine del giorno appunto la creazione di una Associazione che lavora per progetti scientifici a cui tutti possono aderire. Oggi Aspros raccoglie persone di varia provenienza in grado di interagire nei propri progetti di ricerca e divulgazione a tutti i livelli. Il cuore degli studi, dopo due anni dalla creazione di Aspros, è sempre il Supramonte di Urzulei con le sue emozionanti imprese ed immense potenzialità. Alla fine dell’anno 2007 Aspros chiede di entrare nella Federazione Speleologica Sarda, un momento importante per condividere con apertura il fenomeno che ormai gli speleo timidamente vivono negli ultimi due anni, grazie alle collaborazioni intergruppi sempre più numerose. Insomma quella che pare essere la carta vincente di Aspros apre oggi pure le sfide future della speleologia sarda, rompendo le gelosie fastidiose tra gruppi e mettendo in evidenza il vero impegno dei singoli. Ma il cuore del gruppo è rappresentato sempre da pochi determinati, ossessionati ed è saldamente occupato a pubblicare, tenere presentazioni nei più importanti congressi di speleologia, documentare e esplorare sempre nuove cavità con l’intento, non di cercare grotte ma più verosimilmente, come la nostra storia ci insegna, di esplorare nuovi fiumi sotterranei. V.Crobu

 

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